|
In copertina è riprodotta l’immagine di Francesco II di Borbone, re delle Due Sicilie (Napoli 1836- Arco, Trento 1894). Figlio di Ferdinando II e di Maria Cristina di Savoia, salì al trono del
regno delle Due Sicilie il 22 maggio 1859. Nel settembre 1860, a seguito della conquista del Regno da parte dei Mille di Garibaldi, insieme alla corte, si rifugiò a Gaeta, dove continuò a difendere
strenuamente le poche speranze di riconquistare il Regno, fino alla caduta della fortezza, che abbandonò definitivamente il 13 febbraio 1861.
Editoriale pag. 5
di Silvano Franco
Saggi
Dalla Valtellina a Gaeta. L’epopea di guerra del bersagliere Carlo Margolfo
(1858-1869) pag. 7
di Gennaro Tallini
Attualità di Carlo Cattaneo pag. 43
di Giacomo De Luca
Territorio
Altera Roma: Capua pag. 59
di Chiara Della Valle
L’apostolo Paolo nel tenimento di Mondragone lungo l’itinerario verso Roma? pag. 77
di Alfredo Di Landa
Note culturali
Il Regno delle due Sicilie nei Viaggi e nelle opere di Dante Alighieri pag. 85
di Cecilia Aida Maria Del Mastro
Recensioni
M.L. Santoro, La mia guerra pag. 97
di Vincenzo Alonzo
M.R. Fabrizio, Educazione e catechesi nelle indicazioni
pastorali di Giuseppe Maria Montieri, Vescovo di Aquino,
Sora e Pontecorvo (1838 - 1862). Un’indagine particolare
su S. Donato Val di Comino pag. 98
di Maria Gabriella De Santis
Nei momenti di crisi di ordine morale, politico, sociale, economico, finanziario riteniamo che chiunque svolga un ruolo pubblico e si sente impegnato nel sociale, a qualsiasi livello, debba avvertire forte il dovere di richiamare alla mente i momenti fondanti della nazione; momenti in cui, sia pure da posizioni diverse ed a volte contrapposte, ognuno per la parte di sua competenza ha offerto il proprio contributo.
Per quanto riguarda la nostra amata Italia non potevamo individuare questo momento fondante che nel periodo dell’Unità, quando tra difficoltà, divergenze politiche ed istituzionali si dette vita ad un nuovo Stato, che, sia pure tra luci ed ombre, ha contribuito alla crescita sociale, civile e culturale dell’Europa e dell’intera civiltà. Sono proprio questi i motivi per cui abbiamo ritenuto di ospitare nella sezione Saggi due lavori che riteniamo complementari l’uno all’altro.Infatti, il primo di Gennaro Tallini, dal titolo, Dalla Valtellina a Gaeta.
L’epopea di guerra del bersagliere Carlo Margolfo (1858-1869), tratta, tramite l’analisi di un diario di guerra, le motivazioni ideali di un giovane bersagliere a partecipare alla Campagna meridionale. Abbiamo, altresì, stimato utile proporlo all’attenzione dei lettori perché riguarda in gran parte la storia dell’assedio di Gaeta, mostrando ancora una volta, ove mai ce ne fosse bisogno, come l’“area aurunca” nella sua accezione più piena sia stato teatro attivo di avvenimenti che hanno determinato la storia d’Italia.
Nel momento politico che vive attualmente la nostra amata Italia, che vede la “classe politica” dibattere da anni su una questione importante e delicata come può essere il Federalismo, ci è parso altrettanto importante presentare il saggio di Giacomo De Luca, dal titolo Attualità di Carlo Cattaneo. In esso è possibile cogliere la grande lezione del concetto di federalismo messo a punto dal Cattaneo e paragonarlo a quello attuale che, secondo noi, è finalizzato solo ed esclusivamente all’aspetto finanziario ed economico, non tenendo in alcun conto l’unità morale, civile e sociale di un popolo, una nazione il cui vero valore fondante risiede nel concetto di aiuto reciproco tra zone abbienti e meno abbienti; tenendo fuori gli interessi di una parte o di una zona a discapito di un’altra.
Se nell’attuazione del concetto moderno di federalismo non avremo presenti queste esigenze annulleremo tutto quanto le generazioni che ci hanno preceduto hanno messo in campo al fine di migliorare le condizioni di vita di tutte le popolazioni italiane; anche se non sempre ci sono riuscite.
Crediamo che inculcare nei giovani questi sentimenti sia dovere di chiunque abbia a cuore il concetto di Nazione intesa come un “unicum” nel quale tutti possano trovare le opportunità di crescita civile e sviluppo socio-economico; così come recita la nostra Carta Costituzionale.
Silvano Franco
|