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Ogni lavoro deve avere almeno una motivazione, se poi ne ha più d’una ancora meglio. Le motivazioni di questo libro sono naturalmente varie, la prima, la più forte, è l’amore per il bello che vive tra gli spicchi d’azzurro dei palazzi di Roma, la seconda è che non esiste niente come questo libro che state per leggere in riferimento all’argomento, ovvero una guida che sia però un dizionario di simboli, infine, perché quello che leggete, per l’incuria degli uomini, forse potrebbe non essere più visibile nel momento in cui lo state leggendo.
Il quartiere Coppedè soffre dello scontro tra le diverse componenti della sua duplice natura, da un lato quella di bene privato dall’altro quella di bene artistico e quindi universale.
Gran parte degli edifici oggetto di questo libro non è mantenuta con le dovute cure, anzi è abbandonata al lento disfacimento del tempo oppure, una volta restaurata, è nascosta allo sguardo del pubblico come ogni villa di lusso che si rispetti.
E tutto questo sotto gli occhi di un’umanità distratta che passa, osserva, magari saluta, ma sempre prosegue veloce, raramente si ferma e comprende la vera portata di quello che potrebbe vedere tutti i giorni.
Così ho voluto cercare di raccontare quello che si può vedere fermandosi a guardare, e quello che si può sentire, se si ha voglia.
Buon viaggio.
Giovanna Pimpinella
Storica dell’arte, archeologa medievale, esperta di comunicazione e
grafica. Il suo curriculum può essere letto in tanti modi, ma tutti hanno
in comune la passione per la scrittura e la conoscenza. Dopo varie
collaborazioni e pubblicazioni di carattere artistico l’autrice si appresta
ad affrontare una monografia che si prefigge di presentare, con un linguaggio
semplice ed immediato, la bellezza e l’unicità di un angolo di Roma in realtà poco valorizzato: l’insieme degli edifici progettati dall’Architetto
Gino Coppedè tra il 1914 ed il 1927 nella zona Salario -
Trieste.
BIOGRAFIA •
Da dove inizia la favola: la vita di Gino Coppedé
QUARTIERE SALARIO/TRIESTE •
L’edilizia dei poteri nuovi: il quartiere Trieste-Salario
QUARTIERE COPPEDÈ •
Un’occhiata generale al Quartiere Coppedè
GUIDA AGLI EDIFICI
GUIDA AI SIMBOLI •
Un viaggio fantastico: decorazioni e simboli
ISCRIZIONI • Le parole sulla pietra: iscrizioni
COPPEDÈ E IL CINEMA •
La fantasia della celluloide: Coppedé e il cinema
ELENCO DELLE OPERE
BIBLIOGRAFIA
Da dove inizia la favola: la vita di Gino Coppedè
La storia di Gino Coppedè non nasce con lui, ma con il padre Mariano che, orfano e povero, riesce a riscattare le sue origini attraverso il lavoro e la creazione di una florida azienda di ebanistica “La Casa Artistica”, nella quale inserirà oltre al primogenito Gino, nato a Firenze il 26 settembre 1866, anche gli altri due figli, Carlo e Adolfo.
L’influenza paterna sarà determinante non solo per la formazione artistica, ma forse anche per la visione stessa della vita professionale, caratterizzata dalla voglia di emergere sia dal punto di vista economico sia “culturale”, quindi da una sete di prestigio che porterà Gino a lottare assiduamente per ottenere riconoscimenti dal mondo accademico che gli verranno concessi con fatica e molto spesso anche negati.
Nel 1881 si diploma presso la Scuola professionale di Arti Decorative Industriali di Firenze e da qui inizia un praticantato presso “La Casa artistica”, dove impara l’arte dell’intaglio e viene a contatto con alcuni architetti...
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