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ISSN: 1972-2575 3 |
Collana: Civiltà Aurunca |
| Civiltà Aurunca N° 75-76 |
| Rivista trimestrale di cultura diretta da Silvano Franco |
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Autore: AA.VV.
Note: Fondata da Franco Compasso
ANNO XXV - LUGLIO/DICEMBRE 2009
80 Pagine
7 Illustrazioni
Formato 17x24
Prezzo € 9
Disponibile
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L’anno che si è appena chiuso, sia sotto l’aspetto solare che sotto quello editoriale, per chi scrive, è stato pregno di avvenimenti personali che lo renderanno unico ed indimenticabile per tutta la vita. Tutto ciò ha
avuto un riflesso, immancabilmente, sull’attività editoriale; ragion per cui, al fine di onorare l’impegno morale assunto con Abbonati e Lettori di rispettare i tempi editoriali, siamo costretti, nostro malgrado, ad uscire
con un numero doppio.
Il 2009, però, per il “gruppo” gravitante intorno alla Rivista deve essere ricordato anche per un avvenimento culturale di straordinaria importanza per l’”area aurunca”, organizzato da me stesso, quale direttore di
“Civiltà Aurunca”, con l’ausilio di tutti gli amici del Comitato di Redazione e quello insostituibile dell’amico Ugo Zannini: il Convegno di studi dal titolo Isti (Aurunci) graece Ausones nominantur.
Tenutosi a Sessa Aurunca, il 10 maggio 2009, ha riscosso un notevole successo sia per la partecipazione di pubblico sia, soprattutto, per l’intervento di qualificatissimi relatori di fama nazionale ed internazionale.
Gli insigni studiosi hanno illustrato le ultime conoscenze storiche, sociali, linguistiche, monetarie venute alla luce nelle più recenti campagne di scavi degli ultimi anni, tenutesi nel vasto territorio abitato dagli Aurunci/Ausoni; la pubblicazione degli Atti è già in avanzata fase e prevediamo di poterli presentare al pubblico nel prossimo autunno.
L’importanza dell’avvenimento culturale è testimoniata dai vari patrocini concessi da Enti ed Istituzioni Pubbliche a vario livello: Presidenza del Consiglio dei Ministri, Soprintendenza per i BB.AA. del Lazio, Soprintendenza per i BB.AA. di Caserta e Benevento, Provincia di Caserta, Provincia di Latina, nonché il graditissimo messaggio augurale che il Presidente della Repubblica, Sen. Giorgio Napolitano, ha rivolto ad organizzatori, studiosi e pubblico intervenuto. Tutto ciò ci ha riempito di gioia, oltre che inorgoglirci.
Quasi come una sorta di continuità con le tematiche affrontate dal Convegno, apriamo questo numero della Rivista con un Saggio di Ugo Zannini, dal titolo I vini d’età romana in Campania settentrionale; in esso l’autore, con l’onestà intellettuale di esperto conoscitore dell’argomento, oltre che amante della propria terra, delle proprie radici e delle proprie tradizioni storico-sociali, parlando dei vini prodotti nell’ “area aurunca” in età romana e tracciando la storia di quello più noto e rinomato, il Falerno, ne evidenzia il ruolo trainante nell’economia dell’epoca e del lento degrado dovuto agli accadimenti storici in seguito alla fine dell’Impero e delle nuove organizzazioni sociali, economiche e politiche.
Ancora una volta, ove mai ce ne fosse stato bisogno, emerge il ruolo importante svolto dalle “genti aurunche” nel corso dei millenni e come esse abbiano contribuito in tutti i settori allo sviluppo economico-sociale, culturale e politico, consentendo che la loro fama travalicasse i confini regionali e giungesse in ogni parte del mondo conosciuto al tempo del dominio di Roma.
Oggi, purtroppo, dobbiamo prendere atto che non è più così; anzi, e questo vale per l’intera “area aurunca”ed ancor più per la capitale “Suessa”, dove regna uno stato di decadenza continua e quasi inesorabile sul piano economico-sociale, culturale e politico che la pone in uno stato di marginalità unica ed avvilente, dal quale, purtroppo, non riusciamo ad individuare una via d’uscita.
Senza voler attribuire colpe a chicchessia, riteniamo che le responsabilità maggiori vadano imputate alla “classe politica”, soprattutto locale, incapace di guardare al domani contentandosi del “nulla” esistente pur di apparire come protagonista agli occhi delle masse e dei propri concittadini.
Riteniamo che per scrollare questa “classe politica” dall’attuale torpore, che dura ormai esattamente da un ventennio, sia necessario che i cittadini abbandonino qualsiasi elemento di divisione politica e tutti insieme, al di fuori ed al di là dei “partiti”, si impegnino in un’azione di risanamento socio-politico, finalizzato a scuotere le coscienze ed a far si che si ricominci a pensare e ad agire per il bene comune e non per l’interesse personale: porre l’interesse collettivo al di sopra di tutto e di tutti; individuando un “gruppo dirigente” che sappia traghettare questa “comunità dormiente” alla fase del risveglio ed alla presa di coscienza del proprio essere.
Lo speriamo e ce lo auguriamo fortissimamente!
Silvano Franco
Editoriale pag. 5
di Silvano Franco
Saggi pag. 7
I vini d’età romana in Campania settentrionale
di Ugo Zannini
La finalità educativa della religiosità popolare. Un intermezzo fra l’antropologia
culturale e la teologia pag. 21
di Gianluigi Pasquale
Territorio
Descrizione dello stato del Santuario della Madonna del Piano agli inizi
del ‘700 pag. 39
di Gabriele Inglese
Il quaderno Dea n. 1 e il Laboratorio di Antropologia storico-visuale e di
ricerche educative. Prospettive d’indagine sul territorio nell’Università di
Cassino. pag. 65
di Filippo Carcione
Note sulla rappresentazione della città e del territorio di Carinola tra il XVII
e il XVIII secolo. La veduta tardoseicentesca di Francesco Cassiano de Silva pag. 73
di Francesco Miraglia
Note culturali
S. Castrese Vescovo e Martire, nato in terra d’Africa e morto nella terra
aurunca pag. 81
di Cecilia Del Mastro
Sessa Aurunca: antichi sapori pag. 87
di Elìa Sasso
In questo numero
Recensioni
S. Franco, Maria Lombardi. L’impegno politico e sociale pag. 97
di Antonio Gregnuoli
Il Dizionario del Nonno pag. 98
di Cinzia Monti
In copertina è riportata la cartina della Campania settentrionale
in epoca augustea.
Per completare il quadro degli insediamenti romani a
nord del Volturno, secondo i limiti della presente
carta, vanno aggiunti per l’ager Calenus i vici Palatius
(CIL X 4641) ed Esquilinus (CIL I2 416) e per l’ager
Sinuessanus il vicus Caedicius (CIL X 4727); sempre in
agro sinuessano ancora dibattuta è l’esistenza di un
vicus col nome di Papia (CIL X 4727), meno probabile
un vicus Petrinus (riportato solo da Porphyr., ad Hor.).
Al di là dei limiti geografici proposti sono da ricordare
per Capua un vicus Dianae Tifatinae (CIL X 3913) e un
pagus Iunonis Gaurae (?) (CIL I2 686); nell’ager
Teanensis il vicus Rufrae (CIL X 4830; 4831; 4833) e
per l’ager Volturnensis il vicus Feniculensis (da U.
ZANNINI, I Fora in Italia e gli esempi campani di Forum
Claudii e Forum Popilii, Caserta 2009, fig. 22).
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